| La Fondazione Marco Pantani Onlus,
pur consapevole di quanto in passato la stessa, diversamente
gestita, non abbia a sufficienza difeso l’onorabilità
e la verità sui fatti coinvolgenti il proprio campione;
di fronte alla consapevolezza che è emersa e che emerge
dagli approfondimenti sulle sue vicende e all’esigenza
di porre fine agli insulti gratuiti spesso frutto di ignoranza,
non è più disponibile a tollerare vere e proprie
falsità, verso l’atleta e l’uomo Pantani.
Con ciò, d’ora in avanti, ogni esternazione sui
media in video e su carta, in convegno, o di semplice divulgazione
pubblica, contenenti l’abbinamento “doping uguale
Marco Pantani”, o “doping che porta alla cocaina
e alla depressione, come nel caso di Marco Pantani”, sarà
oggetto di querela verso gli esternanti.
Si coglie occasione per ribadire, visto che l’ovvietà
non è tale per taluni, quanto Marco Pantani, pur controllato
centinaia di volte in carriera, non sia mai stato trovato positivo.
Si ribadisce inoltre, che la sua sospensione a Madonna di Campiglio,
non è stata dovuta al doping, bensì ad una, pur
contestabile, tutela della salute e che ogni equazione, fra
doping-cocaina e depressione, rappresenta un esercizio gratuito,
privo di ogni inconfutabile ed inoppugnabile certezza scientifica.
Fatte queste premesse, la Fondazione Marco Pantani Onlus, nella
persona del suo Presidente, Tonina Belletti, dopo aver osservato
e registrato il programma “Le Iene show”, in onda
su Italia 1, venerdì 29 febbraio alle 21.10, querelerà
il capo-autore Davide Parenti e il conduttore del servizio sul
doping nel ciclismo, Marco Berry, per quanto detto relativamente
al proprio congiunto Marco Pantani.
La Fondazione infine, dichiara fin da ora, che ogni eventuale
introito frutto di querela, sarà devoluto interamente
in beneficenza, verso destinatari già oggetto di propri
interventi.
Fondazione Marco Pantani Onlus
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