Tolto il velo al 46° Giro ciclistico della Regione Friuli Venezia Giulia

Il 46° Giro del Friuli Venezia Giulia è stato ufficialmente svelato. Oggi, sullo sfondo della bellissima Villa Manin di Passariano di Codroipo (Ud) i membri del Gs Giro del Friuli Venezia Giulia, che organizza l’evento, hanno presentato l’edizione 2008 di fronte a una sala gremitissima di ospiti e autorità sia regionali che venete. Presenti rappresentanti di quasi tutte le località interessate dalla corsa: il sindaco di Codroipo Vittorino Boem, il sindaco di Ormelle Andrea Manente e l’Assessore allo Sport Claudio Ruffoni, il sindaco di Trasaghis Ivo Del Negro, il vicesindaco di Pozzuolo del Friuli Adriano Cudin e il vicesindaco di Savogna d’Isonzo Germano Cendou. Sono poi intervenuti anche i rappresentanti della Federazione ciclistica regionale: il presidente regionale Franco Fioritto, il presidente della commissione strada struttura tecnica fedrale Flavio Milani, i presidenti delle federazioni provinciali di Udine, Pordenone e Gorizia, rispettivamente Aldo Segale, Patrizio Rampazzo e Renato Bagolin. Sono intervenuti anche alcuni amici della manifestazione, come il presidente del Consorzio di Tutela del Formaggio Montasio (quest’anno abbinato alla maglia del Gran Premio della Montagna) Antonio Moretti, il rappresentante del Team Radio Corsa Toscana Adriano Dini, che anche quest’anno darà voce alle radio in gara, e il grande amico del ciclismo, l’avvocato Giovanni Pelizzo.

Dopo il saluto del sindaco di Codroipo, il presidente della società organizzatrice, Giovanni Cappanera, ha introdotto il tema che quest’anno affiancherà il consueto “Per ville, castelli e borghi rurali”, ossia “Dal Piave all’Isonzo” in ricordo dei novant’anni dalla fine della Grande Guerra e in omaggio ai vicini del Veneto, alla cui amicizia si è deciso di dedicare un’intera frazione.

Si è passati quindi a presentare una ad una le singole tappe che i corridori affronteranno dal 7 all’11 maggio prossimi.

L’assessore allo sport di Ormelle Claudio Ruffoni ha descritto nei dettagli la prima frazione, da Ormelle (Tv) a Vittorio Veneto (Tv), di 153,8 km. Dopo una prima parte di tracciato pianeggiante, si affronterà prima la Presa V del Montello, e si entrerà in una seconda parte di percorso nervosa, che porterà il gruppo sopra gli strappi di Susegana, Formeniga e Tarzo, prima di concludere sul rettilineo di fronte al municipio di Vittorio Veneto. «Penso che all’arrivo si presenterà un drappello di poche unità, oppure al massimo un gruppetto di 20-30 elementi, non di più. Sarà interessante vedere se tra questi ci sarà qualche scalatore in grado di dare battaglia nei giorni seguenti».

La seconda frazione concede un po’ di respiro: i 158 km che da Pordenone portano a Casarsa della Delizia (Pn) presentano la sola asperità del Castello di Caneva, ma ben distante dal traguardo. La frazione è dedicata al corridore professionista Enrico Gasparotto, originario proprio di Casarsa, che tiene alto il nome del Friuli Venezia Giulia in giro per il mondo.

Nella terza giornata di gara si assiste a un crescendo di difficoltà. La frazione che da Trieste porta a Gradisca d’Isonzo (Go) per complessivi 139,3 km, si presenta molto nervosa: «L’altimetria può trarre in inganno» spiega Gianfranco Riccato, consigliere della società organizzatrice e ideatore di alcuni dei percorsi delle tappe. Dopo essere partiti dal capoluogo regionale si affronterà un ampio tratto di altipiano carsico a cavallo tra le province di Trieste e Gorizia, e si affronteranno i Gpm del San Michele e del San Floriano prima di dirigersi verso il traguardo.

La quarta e la quinta frazione possono essere definite le tappe regine della corsa. Sabato 10 maggio si partirà da Pozzuolo del Friuli, e dopo aver attraversato la zona pianeggiante del Collio, celebre per i suoi vini, ci si inoltrerà nella zona delle Valli del Natisone e si affronterà il primo Gpm di Stregna, antipasto per l’ascesa finale al Monte Matajur per un totale di 155,1 km. Su quest’ultimo, lungo 13 chilometri, si potranno individuare i papabili vincitori di questo 46° Giro del Friuli. Sono dieci anni che la corsa internazionale non torna sul Matajur, dopo la tappa del 1998 che sorprese i corridori con la neve.

Ma il Giro non è finito, e anzi, e destinato a rimanere aperto fino alla fine: domenica 11 maggio i corridori affronteranno la tappa decisiva, quella che consegnerà il nome del vincitore del 46° Giro del Friuli Venezia Giulia. Si partirà da Alesso, frazione di Trasaghis, e si finirà a Pontebba (che al mattino ospiterà una gara di giovanissimi) dopo 148,9 km, con le salite di Sella Cereschiatis e di Sella Nevea a farla da padrone.

«Quest’anno il Giro finirà qui – spiega ancora Gianfranco Riccato – Chi vorrà vincerlo dovrà lottare fino alla fine».

Con i suoi 755,1 km complessivi, si tratta di uno dei giri più lunghi degli ultimi anni.

Per quanto riguarda le squadre invitate, gli organizzatori hanno reso noto di aver già dato il via libera alle prime dieci formazioni della classifica del Prestigio Bicisport; le rimanenti compagini (quest’anno saranno 40 in tutto) verranno decise nei prossimi giorni. Sinora ci sono state ben 71 richieste di partecipazione, tra cui quelle di nove nazionali e 13 squadre continental, con 27 nazionalità rappresentate, dall’Argentina al Giappone.

Ricordiamo che sul sito ufficiale della manifestazione www.girofriuliveneziagiulia.it sarà possibile scaricare le altimetrie e le planimetrie delle tappe, e sarà possibile trovare tutte le informazioni sulla corsa e sui comuni attraversati, oltre a una galleria fotografica che raccoglie le immagini delle ricognizioni effettuate sul percorso.

 
 

Comunicazione e P.R.
Elisa Marchesan
Asd Gs Giro del Friuli Venezia Giulia



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