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2013-11-30 - TRENTINO ALTO ADIGE - BORGO VALSUGANA (TN)
LA COPPA D'ORO UNA GARA SENZA UGUALI



La Coppa d'Oro nacque da un "tradimento" cosi' scrive Adriano Morelli nel libro pubblicato in occasione del ventennale della gara.

Fu il "tradimento" a dare origine all'idea della "Coppa" uno di quegli episodi ai quali magari oggi giorno abbiamo fatto il callo, ci siamo purtroppo abituati, vedendo campioni che per evidenti scelte di vita (le chiamano di solito cosi') non esitano a passare da una squadra all'altra stracciando contratti e firmandone di nuovi (con altre squadre ovviamente) alla velocita' della luce.

Ma a Carlo Dalla Torre a meta' degli anni cinquanta deve essere sembrato un affronto abominevole quello di Mario Bampi.

La "colpa " della nascita della Coppa d'oro (ma a ben vedere oggi si potrebbe dire il merito) fu di un ragazzino che quando saliva in bici faceva volare i sogni: i suoi , ma soprattutto quelli dei dirigenti dell'Aurora di Trento.

Al termine della stagione 1956 Bampi chiese il nulla osta per il passaggio ad altra societa', la Nicolo' Biondo di Carpi, la cosa all'inizio sembro' impossibile, ma ben presto i dirigenti dell'Aurora di Trento si resero conto che non si trattava di uno scherzo di cattivo gusto.

Alla fine di una vicenda che ad un certo punto coinvolse anche i carabinieri e raggiunse anche toni molto accesi Bampi cambio' squadra, ma nei dirigenti dell'Aurora e soprattutto nel segretario Carlo Dalla Torre nacque il desiderio di vendicare questo "tradimento" pensando ad una iniziativa che premiasse coloro che seguonno gli atleti e che vivono quasi sempre nella loro ombra.

Dopo qualche anno Carlo Dalla Torre sempre lavorando su quella idea penso' alla Coppa d'Oro una gara nella quale i corridori non corrono per se , ma per il loro direttore sportivo che riceve i premi e per una volta sale alla ribalta al posto del proprio atleta.

L'idea piacque subito e fin dalla prima edizione nel 1965 la gara ebbe un buon successo con la partecipazione di 80 corridori che per quel periodo erano un bel numero. La gara si svolse ad Avio di Trento e fu vinta dal veneto Pietro Poloni il cui direttore sportivo Mario Maschietto fu il primo ad iscrivere il proprio nome nell'albo d'oro.

L'idea di Dalla Torre e dei suoi collaboratori era di fare della Coppa d'Oro una gara itinerante, tanto e' vero che la seconda edizione si svolse a Preore , mentre la terza ebbe luogo a Trento.

La quarta edizione quella del 1968 ebbe luogo per la prima volta a Borgo Valsugana per merito soprattutto di Antonio Comunello che che aveva fatto di tutto e di piu' per convincere Dalla Torre a far disputare la gara a Borgo.

Nel 1969 la gara non fu disputata ma nonostante vari tentativi di portare altrove la gara , si parlo' addirittura di farla disputare in Sicilia, il feeling nato fra Borgo e la Coppa d'Oro era ormai una realta' e questo grazie non solo ad Antonio Comunello, ma soprattutto ai tantissimi volontari che adottarono subito la manifestazione ed operarono perche' avvenisse quel matrimonio che fa si che oggi in molte zone d'Italia si parli di Borgo Valsugana come la localita' dove si disputa la Coppa d'Oro.

Oltre all'idea della gara dedicata al direttore sportivo, la cosa che fin da subito fece della Coppa d'Oro una gara sui generis furono anche le manifestazioni collaterali che affiancarono la gara ed il coinvolgimento di una intera valle per un evento che diventava di anno in anno sempre piu' "unico".

Nonostante questo dopo la decima edizione quella del 1975 Carlo Dalla Torre, patron della gara decise di terminarla li' e per due anni la gara non fu disputata, questa decisione fu presa per diverse ragioni , anche perche' si rendeva conto che la gara aveva raggiunto un livello che sembrava impensabile e temeva che a lungo andare la gara non riuscisse a mantenere il livello raggiunto, mentre cosi' sarebbe terminata al massimo del suo fulgore.

Il gran merito dei dirigenti del Veloce Club Borgo del periodo fu quello di non darsi per vinti e dopo due anni nel 1978 la gara riprese ancora piu' grande di quanto era stata prima, tanto e' vero che quella edizione vide al via piu'corridori dell'edizione precedente.

Da li' inizio' un legame indissolubile fra Borgo e la Coppa d'Oro che continua anche oggi dopo oltre quaranta anni.


Notizie tratte dal libro di Adriano Morelli e Lucio Gerlin








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